Articolo a cura di Stefano Manzelli.

Il finanziamento ministeriale lo valuta la prefettura.

Il comune che vuole tentare di attingere al bando di finanziamento statale per la videosorveglianza in scadenza il 30 giugno deve affrettarsi per fare approvare dalla prefettura anche il progetto tecnico preliminare. E per gli impianti più evoluti muniti di sistemi di lettura targhe la strada è resa particolarmente complessa dalle difficoltà tecniche di un vero e proprio collegamento interforze. Lo ha chiarito il Ministero dell’interno con la circolare n. 600/a/tlc/0003795/18 del 10 maggio 2018. Il pacchetto sicurezza, il dl 14/2017, individua nei patti comune-prefettura e negli impianti di videosorveglianza i principali strumenti per la promozione della sicurezza urbana. Con l’avvenuta pubblicazione sulla GU n. 57 del 09/03/2018 del decreto ministeriale 31 gennaio 2018 sono state definite le modalità di presentazione delle richieste di ammissione ai 37 milioni di finanziamento statale previsti dal pacchetto sicurezza (si veda ItaliaOggi del 16/03/2018). Tra i requisiti necessari per presentare la domanda, in scadenza il 30 giugno 2018, risulta la sottoscrizione di un patto per la sicurezza sindaco – prefetto. Altra condizione di ammissibilità del finanziamento è la preventiva approvazione del progetto in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. A causa delle numerose richieste tecniche inoltrate alle prefetture dai comuni desiderosi in particolare di collegare gli impianti con la banca dati ministeriale in grado di riconoscere il transito dei veicoli rubati utilizzati dai criminali, il Viminale ha diramato ulteriori indicazioni che fanno seguito alla circolare n. 11001/123/111(3) del 28 marzo 2018 (si veda ItaliaOggi del 04/04/2018). In pratica questo organo tecnico dovrà verificare preliminarmente la conformità strategica dell’impianto di videosorveglianza proposto alle direttive ministeriali e alle regole sul trattamento dei dati personali. Per questo motivo il comitato tecnico provinciale della prefettura potrà avvalersi dei referenti tecnici territoriali degli impianti di telecomunicazione delle questure. Nella valutazione si dovrà tener conto delle caratteristiche tecnico – prestazionali e della consistenza dell’impianto di videosorveglianza, in relazione alle dimensioni del comune e ai principali fattori di rischio. Per agevolare la presentazione dei progetti più complessi, muniti di varchi di lettura targhe, il 12 gennaio 2018 Viminale ha divulgato anche un protocollo di intesa. In pratica si tratta di un disciplinare che individua la titolarità del trattamento dei dati in capo alla questura, i tempi di conservazione dei fotogrammi e il possibile collegamento con il ced nazionale dei veicoli rubati. Ma non è detto che il finanziamento ministeriale in arrivo privilegi questo tipo di installazioni. Alcune prefetture infatti hanno evidenziato le loro perplessità al riguardo evidenziando che le circolari richiamate dal bando non parlano di varchi lettura targhe. Ma la questione è ancora tutta da verificare.

PDF: circ viminale 10.05.18 logata