I comuni che vogliono tentare di accedere ai contributi previsti dal dl 14/2017 per gli impianti di videosorveglianza urbana devono presentare prima possibile un patto per la sicurezza aggiornato e un progetto strategico alla prefettura. E successivamente presentare la domanda di finanziamento statale, entro il 30 giugno 2018, utilizzando il modulo allegato al decreto del Ministero dell’interno 31 gennaio 2018, pubblicato sulla GU n. 57 del 09/03/2018. Il dl n. 14/2017, convertito nella legge n. 48/2017, ha introdotto la possibilità di erogare contributi finanziari ad hoc per i comuni che individuano come obiettivo prioritario il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria attraverso l’impiego di sistemi evoluti di videosorveglianza. Per tentare di accedere ai benefici era però necessario individuare i criteri di ripartizione delle somme stanziate, ovvero 37 milioni di euro nel triennio 2017 – 2019. Con il decreto approdato in gazzetta il 9 marzo 2018 sono state fissate le regole e tutte le scadenze. Innanzitutto potranno formalizzare la domanda solo i comuni che avranno sottoscritto con la prefettura un moderno patto per la sicurezza. E i cui progetti di potenziamento e sviluppo strategico degli impianti di videosorveglianza siano stati preventivamente approvati dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e quindi realizzati nel rispetto delle direttive impartite dal Ministero dell’interno a partire da quella del 2 marzo 2012. E delle indicazioni emanate dal Viminale il 12 gennaio 2018 in materia di impianti lettura targhe (che specificamente richiede una chiara valutazione dell’impatto privacy di un sistema ibrido interforze, nel rispetto delle diverse prerogative delle forze di polizia). Le richieste di ammissione al finanziamento dovranno essere presentate alla prefettura entro il 30 giugno 2018, relativamente al triennio 2017- 2019, specifica il decreto firmato da Minniti il 31 gennaio 2018. Le domande dovranno essere necessariamente redatte sul modello allegato al provvedimento ed integrate con una copia degli elaborati relativi al primo livello di progettazione, con le modalità di cui all’art. 23 del codice appalti. Tra i criteri di preferenza spiccano gli indici di delittuosità del luogo e la sua dimensione demografica. Più piccolo sarà il comune e maggiore sarà il suo apporto finanziario, unitamente alla qualità progetturale, maggiori saranno le possibilità di accedere al finanziamento ministeriale richiesto.

Patto per la sicurezza

Dovrà essere siglato tra il sindaco e la prefettura ai sensi del dl 14/2017, si tratta di un documento programmatico

Progetto strategico

Dovrà essere presentato in prefettura e approvato dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo la firma del patto. Sarà necessario evidenziare le competenze e i diversi ruoli degli attori*, nel rispetto della privacy e delle regole tecniche il Cen. Con allegato il modello di convenzione operativa e un progetto tecnico

Finanziamento

La domanda da inviare tassativamente entro il 30 giugno 2018 dovrà contenere copia del patto, del progetto strategico e del progetto tecnico

* per la realizzazione di un progetto interforze con utilizzo di varchi lettura targhe si prospettano due strade alternative; – da una parte il modello “server in questura – carabinieri”, – dall’altro il modello “bilanciato server condiviso”. Nel primo caso il server con i metadati sarà alloggiato in questura e la polizia locale avrà un accesso limitato ai transiti, con inibizione per certe attività.

A cura di Stefano Manzelli – sicurezzaurbanaintegrata.it 13 marzo 2018

Il progetto scientifico www.sicurezzaurbanaintegrata.it mette a disposizione il supporto strategico necessario alla gestione di tutte le fasi burocratiche evidenziate in tabella. (info 329/7303650)

PDF: strategia 13.03.18