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Legge sulla sicurezza urbana: senza coordinamento rischio tecnologie e misure fai da te

La collaborazione tra le istituzioni preposte alla gestione della sicurezza è una condizione fondamentale per contrastare il degrado con un uso sempre più strategico delle tecnologie e dei sistemi di videosorveglianza. Ma dopo la conversione in legge del decreto sicurezza gli amministratori comunali e la polizia locale sono chiamati ad un maggior impegno su questi temi delicati.

Coordinamento. Lo hanno evidenziato a Roma il 24 maggio i relatori dell’incontro organizzato dalla senatrice Adele Gambaro per discutere di collaborazione istituzionale e coordinamento interforze alla luce del d.l. n. 14/2017.
Innanzitutto il prefetto Francesco Tagliente, già questore di Roma e prefetto di Pisa, ha evidenziato l’attualità della legge di conversione n. 48/2017, specificando che senza il rafforzamento della collaborazione tra forze di polizia locale e dello stato un enorme patrimonio informativo e tecnologico rischia di andare disperso. Mai come ora polizia locale, polizia e carabinieri devono collaborare nel rispetto delle diverse attribuzioni e prerogative, per condividere obiettivi e strategie di controllo del territorio. E in questo senso la novella pone massima attenzione all’uso condiviso tra le forze dell’ordine dei sistemi di videosorveglianza evoluti con lettura targhe, altissima definizione e riconoscimento dei volti. Tutto sotto la supervisione delle prefetture che nel rispetto delle direttive ministeriali dovranno adottare patti per la sicurezza ad hoc per ogni singola diversa realtà territoriale.
Le buone pratiche già avviate in tante zone del territorio nazionale devono essere potenziate, ha concluso l’autorevole relatore, perché è fondamentale non fermarsi a criticare le difficoltà evidenziando le enormi positività del nuovo articolato.

Polizia locale. L’onorevole Alessandro Naccarato, relatore del disegno di legge per la polizia locale, ha confermato queste indicazioni specificando che sono allo studio del Viminale i provvedimenti attuativi della riforma. La polizia locale e i sindaci possono fornire un ottimo contributo alla gestione della sicurezza integrata anche se è evidente che servirà definire meglio le attribuzioni istituzionali della polizia municipale.
Intanto nei territori le buone pratiche si stanno moltiplicando ed in Emilia-Romagna, ha specificato Danilo Rebecchi di Adyda, a breve verrà sperimentato un data base virtuale di tutte le targhe in transito ad uso esclusivo degli organi di polizia giudiziaria.
Anche i cittadini non stanno con le mani in mano, hanno evidenziato gli altri relatori. Sono infatti numerose le esperienze dei gruppi di vicinato che possono fornire indicazioni strategiche alle forze di polizia impegnate sul territorio.

Indicazioni del Ministero. Nel frattempo il Ministero dell’interno ha fornite le prime indicazioni operative sul decreto sicurezza con la circolare n. 300/A/4228/17/149/2017/08 del 23 maggio 2017 concentrandosi in particolare sull’ordine di allontanamento previsto dall’art. 9 della legge 18 aprile 2017, n. 48. E’ evidente che senza un adeguato coordinamento interforze anche questa inedita misura può risultare di difficile realizzazione. Specialmente se all’esito dei primi tentativi di gestione del contenzioso è necessario richiedere l’intervento del questore per l’adozione di un vero e proprio divieto di accesso dei soggetti più pericolosi, nelle aree sensibili individuate dalla legge o dal regolamento di polizia urbana.


Qui la circolare del Ministro dell’Interno del 23 maggio 2017

Fonte: http://www.dirittoegiustizia.it