Polizia locale – Stefano Manzelli

Municipale al bivio privacy tra attività normali e di polizia.

Via libera al censimento urgente di tutti i trattamenti svolti da parte della polizia locale per assicurare una netta separazione delle pratiche che sono oggetto del regolamento europeo sulla privacy rispetto a quelle che ricadranno sotto alla direttiva 2016/680 inerente alle attività di polizia vera e propria. Ma nel frattempo sarà opportuno anche istituire i registri delle attività del trattamento che risulteranno differenziati tra privacy ordinaria e deroghe speciali di polizia. Lo ha evidenziato il dlgs 18 maggio 2018, n. 51 che riguarda l’attuazione della direttiva Ue 2016/680 relativa al trattamento dei dati personali per finalità di indagine e prevenzione (pubblicato sulla GU n. 119 del 24/04/2018), in vigore dall’8 giugno. La complessa riforma della privacy, in corso di completamento in questi giorni, riverbera i suoi effetti anche sulla doppia anima della polizia locale che da una parte svolge ordinaria attività di polizia amministrativa e dall’altra si occupa anche di pratiche di polizia giudiziaria e di sicurezza. In pratica il regolamento europeo sulla tutela dei dati personali che è entrato in vigore il 25 maggio riguarda la maggior parte delle attività del comando di polizia locale. Ovvero la gestione dei verbali, le pratiche amministrative e il trattamento ordinario degli impianti di videosorveglianza. Per queste attività sarà innanzitutto opportuno effettuare una tempestiva verifica ricognitiva e valutativa dei trattamenti, perfezionare i registri e aggiornare le informative. Ma dall’8 giugno le cose saranno rese ancora più complesse per l’entrata in vigore del dlgs 51/2018, specificamente dedicato alle attività di indagine in materia penale. Le tipiche attività di polizia giudiziaria svolte dalla polizia municipale dovranno essere rese conformi a questa nuova disciplina che innanzitutto richiede di distinguere i dati personali in relazione alle categorie dei soggetti interessati. Spetterà ad un ulteriore decreto dettagliare questo tipo di trattamenti ma intanto andranno realizzate informative ad hoc e adottati registri specifici. E differenziati i fascicolo di polizia giudiziaria da quelli tipicamente amministrativi.

Privacy al bivio

Polizia amministrativa con il nuovo Gdpr Il regolamento europeo entrato in vigore lo scorso 25 maggio introduce numerose novità in materia di trattamento dei dati personali che hanno effetto su tutte le pratiche degli uffici di pm. Oltre ai registri delle attività andrà posta particolare attenzione ad una verifica ricognitiva di tutti i trattamenti svolti dagli uffici, in attesa del dlgs di attuazione.

Attività di polizia

e direttiva speciale La direttiva europea è stata recepita con il dlgs 51/2018 che dall’8 giugno introdurrà rilevanti novità in materia di trattamento dei dati anche per finalità di polizia. Risulta quindi necessaria una ulteriore verifica ricognitiva dei trattamenti effettuati dai comandi di polizia locale per assicurare il rispetto di questa disposizione speciale.

italiaoggi pm al bivio privacy 01.06.18